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Jessica Zufferli

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#coloravirus: combattere il coronavirus con un arcobaleno

Li abbiamo visti tutti, un po’ affacciandoci alla finestra e un po’ attraverso le foto condivise sui social network: le città si sono colorate mille arcobaleni, dipinti su fogli, tele e lenzuoli dai bambini, che hanno potuto esprimere a loro modo un messaggio di speranza.

Una iniziativa condivisa per sconfiggere la paura del Coronavirus e, al tempo stesso, cercare di far capire ai più piccoli la complessità di quanto sta accadendo, per renderli partecipi di questa lotta collettiva contro il virus “con la corona”. 

I bambini non si sono di certo tirati indietro e si son impegnati esprimendo la loro creatività, questa volta non a scuola ma a casa, con i propri genitori, come forse non si faceva da tempo.

Sono stata entusiasta nel vedere i balconi del mio quartiere animati fin da subito, come anche le bacheche Facebook e i profili Instagram di parecchie mie conoscenti.

In casa mia non ci sono ormai più bambini, io e i miei fratelli siamo cresciuti ormai da un bel po’, e visto che il disegno non è propriamente la mia arte, ho voluto anche io dare il mio contributo alla causa utilizzando la fotografia come strumento per trasmettere lo stesso messaggio.

Chiaramente, viste le belle giornate, non potevo sperare che comparisse nel cielo e che avessi la fortuna di fotografarlo con uno scenario accattivante, potendo al massimo uscire in terrazza.

Ho trovato quindi il modo di ricrearlo in casa e questo è il risultato.

Vista la curiosità di questo effetto speciale, frutto non di photoshop ma di un curioso riflesso, ho deciso di spiegare come ho disegnato il mio arcobaleno personale.

Mi ci sono voluti due oggetti che sicuramente anche tu avrai a casa: un vecchio cd e una torcia (io ho utilizzato addirittura quella dell’Iphone). 

Il procedimento è molto semplice: puntando il fascio di luce sul cd e veicolando il riflesso sul viso di mia sorella (unico esemplare di modella trovata in casa), ho visto nascere un piccolo arcobaleno, che una volta fotografato ha dato questi risultati.

Il motivo della sua magica comparsa è molto semplice. Se ancora non lo sai, nei cd le informazioni sono immagazzinate attraverso una singola traccia a forma di spirale, che inizia il suo percorso dal centro e registra le informazioni procedendo verso il bordo del disco. Quando un raggio di luce colpisce la superficie di un cd, questo viene diffratto, cioè deviato: ogni solco creato dalla distanza tra i vari giri della spirale si comporta infatti come una sorgente secondaria di luce. La luce incide in modo diverso per le diverse lunghezze d’onda: queste si sparpagliano, dando luogo a interferenze che danno vita a diversi colori, che in successione formano l’arcobaleno.

Quindi questa volta photoshop non è servito, se non per esaltare un po’ i colori, e dare così vita al mio capolavoro da condividere con voi, insieme anche alla mia speranza che #andràtuttobene.

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